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    March 19

    Auguri Trap!

    Che grandissimo uomo è il Giuàn. Invecchiare come lui sarebbe il sogno di tutti: a 70 anni quella grinta e quella voglia di imparare è veramente rara, come è veramente raro che un allenatore sia nei cuori di tantissimi tifosi in giro per l'Europa.
    Quell'estate di 10 anni fa la ricordo come se fosse ieri: era l'estate tra la terza media ed il quarto ginnasio e, quando sentii l'annuncio del Trap sulla panchina viola, per poco non mi viene un colpo: forse era l'anno buono. Il Trap convince Batigol a rimanere per quell'anno grazie anche alla mediazione di Luciano Dati, lo stesso che, nei mesi a seguire, diventerà il "registratore" del mister, col quale saranno protagonisti di involontari siparietti comici. La presentazione fu da brividi, non avevo mai visto una Fiorentina così forte, con così tanti campioni motivatissimi e finalmente con un signor allenatore altrettanto motivato, ed infatti sarà un anno indimenticabile fino all'infortunio di Batistuta. L'anno dopo sarà segnato da emozioni fortissime (le vittorie sul W.Lodz e sull'Arsenal in Coppa Campioni su tutte, dove vedemmo il Trapattonismo puro) con altrettante delusioni e sfortune varie e nell'estate del 2000 il Trap ci lascia per la Nazionale con un'ultima frase delle sue: "Gli allenatori, dopo un po', sono come il pesce, puzzano..." Il Trap ci aveva dato tantissimo ma purtroppo restammo a bocca asciutta.
    E poi come si possono scordare i suoi siparietti, il suo "Ich Habe Fertig!" nella conferenza stampa del famosissimo "Strunz", i suoi detti memorabili.
    Che dire di più? Altri 100 di questi giorni mitico Trap!
     
    July 16

    Grazie Bobo, Gilardinho Facci Sognare

    "Non è da questi particolari che si giudica un giocatore". Faccio mie le parole di una dolcissima canzone di De Gregori per parlare di un uomo che nella partita decisiva contro i Rangers ha avuto paura di tirare un calcio di rigore. Christian Vieri, ironia della sorte, si è anche fatto male in quell' “up and under”  dagli undici metri. Stagione finita, ultima partita in viola, l'ultima pagina del "diario di Bobo" in quel di Firenze. Una stagione nata tra i mugugni e proseguita con i sorrisi. L'ultimo, però, è il suo. Malinconico, che guarda la palla volare in alto, verso la Curva Ferrovia. Nonostante questo, grazie Bobo. I tuoi viaggi in treno, i tuoi sorrisi un po' goffi, la tua pancia soffice che è diventata una scacchiera alla faccia della dieta del peperone e dello scetticismo generale, quel numero 32 sulle spalle e quel cognome scritto sopra, ricordo del grande giocatore che fu…ma che si è dimostrato tale anche alla Fiorentina. Perché Firenze non valuta un giocatore solo da come tira un calcio di rigore. In bocca al lupo per il futuro, e fai cambiare idea ai tifosi atalantini che non ti vogliono e ti fischiano, con i tuoi gol.

     

    P.S.: Mi è sembrato deoveroso salutare così Bobo...

    P.P.S: Gilardinho è in formissima, Jovetic pure, Mutu motivato, sembra veramente un sogno questa squadra.

    May 14

    Obrigado Rui

    Sono veramente commosso, tante, troppe cose mi vengono in mente pensando a Rui, emozioni indelebili....  
    Grazie Rui, sei stato uno degli ultimi veri numeri 10, grazie per i brividi che ci hai fatto provare, grazie per le lacrime, grazie per le parole....Obrigado Maestro!
     
    P.S.: riporto di seguito il comunicato ufficiale di club e tifosi viola:
     
    "Undici maggio 2008, ore 21,15, stadio "Da Luz" di Lisbona. Una data e un momento da incorniciare nel cuore e nella memoria di tutti gli sportivi, in special modo quelli fiorentini. Perchè Rui Costa, il grande Rui, questa sera scenderà in campo per l'ultima volta. Benfica-Setubal, sarà l'addio al calcio giocato da parte di questo grande campione lusitano. Rui saluta il calcio. Il calcio ringrazia Rui, perchè lui ci stava davvero bene in un mondo come questo. Un mondo che avrebbe bisogno di uomini come lui. Ha alzato pochi trofei con la maglia della Fiorentina, ma ha conquistato la cosa più importante: il cuore dei tifosi fiorentini, il cuore della curva Fiesole. Curva che si affeziona spesso ai suoi giocatori, ma non lo fa con tutti allo stesso modo. Con Rui Costa c'era un rapporto d'amore vero. Parlano i fatti. Basta tornare con la mente al 13 luglio del 2001, giorno in cui il fuoriclasse portoghese è stato costretto a lasciare la maglia viola, per i noti problemi economici. Rui piangeva, senza trattenersi, con la sciarpa della Fiorentina al collo, con il colore viola stampato nel cuore. I presenti al Franchi hanno passato uno dei giorni più commoventi degli ultimi anni. Nessuno dei presenti è riuscito a trattenere l'emozione, proprio perchè Rui per Firenze non era solo un fuoriclasse, ma perché aveva tutto ciò che dovrebbe avere un giocatore di pallone. Un saggio diceva "puoi avere tutto il talento del mondo, ma se non hai cuore, non vali niente". Lui il cuore lo ha sempre messo in tutto. Lo ha messo nella sua vita privata, lo ha messo quasi in egual misura sul terreno di gioco. A Rui auguriamo un addio come lo ha sempre sognato. Con uno stadio che lo ha visto crescere, prima di emigrare in Italia, e che lo ha riabbracciato negli ultimi anni della sua carriera. Una carriera costellata di tanto affetto, quello ricevuto ovunque abbia giocato, fosse Firenze o Milano, e di lampi di calcio e classe cristallina. Un giocatore che a Firenze, in tantissimi, continuano a ricordare come si fa con le persone più care. Un uomo, prima ancora che un calciatore, che in questa città e in questa tifoseria ha lasciato un segno indelebile, indimenticabile. Ed ecco perchè oggi, chiunque lo abbia apprezzato in campo e fuori, non potrà fare a meno di pensare a quel 10 che per l'ultima volta solcherà un campo di calcio. Siamo certi che mancherà più lui al calcio, che il calcio a lui. Anche perchè per lui da oggi inizierà una nuova vita, dietro alla scrivania.
    RUI GRAZIE, GRAZIE e ancora GRAZIE, per tutte le emozioni che ci hai fatto provare. Firenze non ti dimenticherà MAI.rui3Manuel Rui Costa 10Manuel Rui Costa 07Manuel Rui Costa 06

     

     

    December 08

    Profumi

    Arrivo tardi, il treno non arriva in orario, oramai è quasi una consuetudine. Però c'è qualcosa di diverso nell'aria, odori che non avevo mai sentito nelle adiacenze di uno stadio così vicino alla città come è l'Artemio Franchi, quell'aria di città satura di smog e talvolta di isterismo e tensione. Sapevo dell'omaggio a Manuela, ma non credevo che fosse un evento di massa così massiccio e quasi mi vergogno di non aver portato neanche un fiore. Una signora mi regala un'orchidea con un profumo così rilassante che quasi dimentico tutto ciò che mi sta intorno. Quando poi entrano le squadre, e con loro il Mister, il nostro Mister, tutto lo stadio diventa una cosa sola e ragaliamo a Manuela un minuto di silenzio contornato da odori surreali. Il Mister ci saluta, ed in un momento così triste, il pathos di Prandelli diventa il nostro e tutti si commuovono, forse perchè un momento collettivo di cotanta bellezza ed intensità ha fatto breccia nei cuori. La partita scorre come da copione, l'Inter ci randella a dovere ma noi continuiamo a cantare fino alla fine come se stessimo vincendo. Alla fine applaudiamo gli avversari, ce l'abbiamo messa tutta ma Ibra e compagni ci danno una lezione su come il calcio possa ancora donare emozioni per le giocate spettacolari, ma anche noi diamo una lezione su qualcosa che non si insegna (purtroppo) nelle scuole calcio: il fair play. Era da tempo che la Fiorentina voleva fare quel bel gesto, riproposto a più riprese in tv e sui giornali, ma la Lega Calcio non aveva mai dato una risposta ufficiale, allora si è ritenuto opportuno far partire questa iniziativa di lealtà sportiva dal campo, mettendo l'accento sull'ennesima figura di merda del Palazzo che il giorno dopo ha subito rettificato che quel che ha fatto la squdra Viola divenisse legge. Sperando che la lealtà e la passione tornino al potere nel mondo del calcio saluto tutti quelli che la domenica vanno allo stadio per rilassarsi.

    P.S.: questa sera affronteremo il Palermo, sinceramente non credo che una tifoseria che ha il senso della lealtà e di fair play identici a quelli di un lavandino possa esprimere valori così alti, ma la speranza è l'ultima a morire.

     

    Giampiero

     

    November 06

    Un Barone Socialdemocratico

    Serve un ricordo garbato, come lo era lui. Un signore con idee rivoluzionarie per i suoi tempi, come ad esempio la zona primordiale e quella voglia di far sentire i suoi giocatori tutti uguali. Fu grande da calciatore ("La mia partita migliore fu la finale dei Mondiali '58...- Mi scusi, ma non avete perso per 5 a 2? - Si è vero ma io sono uscito sull'1 a 0") e grande allenatore (per dua anni anche della Viola), dotato di una sottile ironia che lo ha reso celebre ed amato da calciatori e da addetti ai lavori. Famosissima la sua battuta che citava spesso a De Sisti: "Mister, sto male ho una caviglia in disordine - Jancarlo, melio un cavalo zoppo che un asino sano", ed ancora più fenomenale la battuta che soleva dire nei suoi ultimi giorni quando gli si chiedeva come stava:"Ho limitato il lavoro sul fondo, faccio solo esercizi sulla velocità...". Addio Barone.
    P.S.: ieri sera se n'è andato Bortoluzzi, la voce di Genova per Tutto il Calcio Minuto Per Minuto.
    liedholm_milan_tranarenilsbic
    December 19

    Brocchi Si Nasce, Campioni Si Diventa

    La Curva lo invoca, lui si gira si ferma e, dopo qualche istante di emozioni contrastanti, saluta la curva commosso. Mi son commosso anch'io nel vederlo con una maglia diversa, nel mio stadio, ed insistentemente un'immagine del Broccolo mi ossessionava, e cioè lui sanguinante sotto la curva dopo la vittoria sull'Inter. Ti ammirerò per sempre
    .
     
    BROCCHI SI NASCE, CAMPIONI SI DIVENTA...TU CI SEI RIUSCITO, GRAZIE BROCCOLO
     
    Giampiero
    November 18

    Ciao Ferenc

    Berna, 4 luglio 1954, finale di Coppa Rimet Germania - Ungheria. Il campo (che farà la fortuna di Adi Dasler) è gibboso, la notte prima aveva piovuto a dirotto. Undici uomini dopo 4 anni di vittorie, tra le quali spiccava un micidiale 6 a 3 a Wmbley, rincorrono un sogno. Purtroppo la Coppa Rimet svanì a ridosso del 90°, e lì per lì sembrava andare in frantumi anche quel desiderio insito in ogni essere umano: essere ricordati come Grandi. Si, è vero, vinse la Germania Ovest, (anche con qualche sospetto) ma in pochi la ricordano come grande squadra, degna dell'Alloro finale. Ma se dopo quella finale la Germania fu Storia, l'Ungheria fu Leggenda, indimenticabile, dolce Leggenda.
    E' così che voglio ricordare Puskas, perchè se fu grande nelle vittorie, fu grandissimo anche nelle sconfitte e non parlo solo del calcio. Oggi, quando rivedo le sue immagini, mi sembra di guardare un giocatore moderno, un vero fenomeno.
    Credo proprio che il sogno tuo e dei tuoi compagni si sia realizzato
        
    March 16

    Lacrime

    Lacrime. E' stata la mia reazione alla partita di addio al calcio di Demetrio Albertini, ma non perchè io sia milanista, ma perchè ho rivisto giocare grandi calciatori che hanno segnato un'epoca, esempi eterni di onestà e rettitudine. Ma l'emozione è venuta fuori al gol di Van Basten, un gol dei suoi (volo d'angelo), e sono tornato bambino...
    Ciao a tutti gli ULTRAS, e concludo con un NO AL CALCIO MODERNO, NO AGLI INGAGGI MILIARDARI, W I CALCIATORI CHE HANNO FATTO EPOCA!
    Magic Box 25